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Solstizio d’inverno e Yule: il giorno più corto e la notte più lunga dell’anno

di Stefania, per gli amici Ahnia
luna - yule solstizio d'inverno

Il solstizio d’inverno, anticamente conosciuto e festeggiato come Yule, è una giornata estremamente breve e una notte lunga, quasi infinita, ma dopo il 21 dicembre circa le giornate ricominceranno poco alla volta ad allungarsi nuovamente. Con meno di 9 ore di luce durante il solstizio d’inverno il sole tocca il punto più basso all’orizzonte.

Come tutti i momenti di passaggio e come le altre feste celtiche che mi piace ricordare nel mio calendario, Yule – questo è il suo antico nome – è un momento carico di valenze simboliche e magiche, dominato – come Samhain che abbiamo recentemente approfondito – da miti e simboli con radici lontanissime…

Presso i Celti – di cui abbiamo parlato per descrivere appunto Samhain – Yule rappresentava un momento di rinascita e di lento ritorno alla luce ed era in uso un rito in cui le donne attendevano, immerse nell’oscurità l’arrivo della luce (una candela) portata dagli uomini con cui veniva acceso il fuoco, per poi festeggiare tutti insieme la luce intorno ad esso. La luce ancora una volta è la protagonista di una delle mie storie qui sul blog. Yule ha sempre rappresentato festa di morte e di rinascita, come il vecchio Sole che muore per trasformarsi e rinascere nel sole bambino.

Chi si bacia sotto al vischio…

C’è una pianta considerata sacra e abbinata a Yule o al solstizio d’inverno ed è il vischio, una pianta molto importante per i Celti, da sempre simbolo di vita, considerata discesa direttamente dal cielo, pensate infatti che ancora oggi baciarsi sotto il vischio pare porti fortuna e prosperità.

Albero di Natale o Albero solstiziale?

Tra le tradizioni che caratterizzano la festa di Yule e il solstizio d’inverno c’è n’è una che ha attirato la mia attenzione: quella dell’albero solstiziale, un albero adornato con simboli e oggetti raffiguranti il sole, molto simile all’usanza dell’albero di Natale che come vuole tradizione dal 1800 circa, quasi tutti (e ci tengo a sottolineare quel quasi dato che io sono una di quelle che non sopporta le tradizioni senza senso alcuno) in Italia e non solo preparano in questi giorni di dicembre… Perché proprio l’abete? Perché è un albero sempre verde simbolo di speranza, quella speranza che anche nell’animo degli uomini non muore mai. Addobbare l’albero di Natale ricorda per certi versi la tradizione del grande falò dell’abete per bruciare simbolicamente le negatività del passato e dove le streghe leggevano nel fuoco i presagi del futuro.

La calma prima della rinascita

Yule è il momento in cui la natura si prende una pausa per prepararsi e rivivere molto presto un nuovo ciclo, aldilà delle usanze e delle tradizioni più commerciali, dovremmo fare altrettanto dedicando magari del tempo alla riflessione, alla meditazione e a degli hobby come ad esempio la lettura.

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2 commenti

Flavia 15/12/2017 - 14:16

molto interessante! è bello approfondire le tradizioni

Reply
AHNIA 18/12/2017 - 20:11

Grazie Flavia! sono felice ti interessi! ne approfondirò altre di feste tradizionali 😉

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