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REALTA’ AUMENTATA, AVEVA RAGIONE NINTENDO #POKEMONGO

di Stefania, per gli amici Ahnia

Diversi anni fa ho lavorato per Nintendo, ho fatto parte del team che si occupava anche della visibilità del prodotto nei negozi italiani. Posso solo farvi immaginare cosa accadeva quando la delegazione dei giapponesi arrivava in visita in Italia: da qualche parte in Giappone ci sono delle foto che mi ritraggono in cima al Duomo di Milano mentre faccio il segno di vittoria con le dita come una vera giapponese con alcuni disegnatori della casa nipponica, ricordo anche i micro sonnellini in auto dei responsabili da un punto vendita all’altro e le scene di panico e isteria tra colleghi perché tutto fosse PERFETTO come piace a loro, e quando dico in modo perfetto intendo in modo GIAPPONESE, non in modo ITALIANO.

Ricordo altrettanto bene quando lanciarono l’RA (realtà aumentata) sulle loro console Nintendo 3DS: A noi del team spettava anche il compito di spiegare la tecnologia della realtà aumentata ai responsabili dei punti vendita, quella cosa per cui la videocamera del dispositivo “sovrappone” immagini – anche in movimento –  alla scena inquadrata, aumentando l’interazione con l’ambiente e l’esperienza di gioco, nel caso della 3DS nel momento in cui una carta speciale veniva inquadrata.

nintendo RA

A parte i ragazzini più svegli e gli appassionati del genere, in paesi come l’Italia non ci fu il successo sperato, forse la prima console aveva il monitor troppo piccolo o forse si portava dietro tutti i limiti di una console portatile che con gli smartphone sono stati ampiamente superati, ma sulla lunga distanza hanno avuto ragione loro con #pokemongo per la quale sembra essere davvero scoppiata una mania che potrebbe durare ben più di un’estate. Perché?

Personalmente credo perché hanno fatto leva sui sentimenti, che ancora una volta hanno fatto la differenza: il sogno di ogni bambino di vedere il proprio cartone animato o giocattolo preferito diventare REALE, interagire con lui nel mondo dei grandi senza passare per il bamboccio che gioca a far combattere i mostri. Alla base della nostra voglia di giocare, condividere, smanettare c’è sempre il bambino che un tempo siamo stati.

Quei birbanti di Nintendo hanno sfruttato un prodotto da loro ideato come i Pokemon –decisamente datato – ma che ha catturato l’attenzione di diverse generazioni e l’hanno infilato in un applicazione che ti manda in giro per le strade a catturare gli esemplari delle razze più strane. Con Pokemon Go hanno vinto loro, mentre Nintendo continua a crescere in borsa alla faccia di quelli che nel tempo hanno visto la Wii e le sue evoluzioni un flop del settore se paragonato ad altre console. Il problema però nasce quando la Realtà Aumentata si scontra con la Dura Realtà e i pericoli che questa presenta nel momento in cui cala l’attenzione verso l’azione reale.

La lezione da imparare? Non conta solo essere al momento giusto nel posto giusto ma sfruttare anche l’idea e la tecnologia giusta che in questo caso si è rivelata essere (ancora una volta) lo smartphone, e poi – perché no – fare leva sui sentimenti.

Ora chiedo: cara Lavazza, mica si può fare qualcosa per il caffé?

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2 commenti

Carol 21/07/2016 - 14:15

Sei una grande, l’ho sempre detto. Ahnia geniale…

Reply
AHNIA 21/07/2016 - 18:15

grazie 🙂 troppo buona!

Reply

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