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Lago Moro, uno specchio d’acqua nella Valle Camonica

di Stefania, per gli amici Ahnia

Per chi ama le leggende ce n’è una che gira attorno al Lago Moro:

“Una culla che nelle notti di luna piena apparirebbe in mezzo alle acque del lago. La leggenda ha molte varianti, che rispecchiano tutte la stessa trama: in un lontano passato il lago non esisteva, al suo posto c’era una vasta radura in cui sorgevano due case: una abitata da una donna ricca e avara, l’altra da una donna povera e generosa. In entrambe vi era un bambino nato da poco. Un giorno un misterioso viandante bussa alla porta della casa della donna avara chiedendo cibo, ma la donna lo caccia malamente. Costui allora bussa alla porta della donna generosa, che lo rifocilla. Il viandante andandosene dice alla donna generosa di andarsene, perché su quel luogo è caduta la maledizione di Dio. La donna generosa fugge col figlio e subito dopo un diluvio allaga la radura sommergendo la casa con la donna avara e il bambino e creando il lago. Da allora nelle notti di luna piena si vede in fondo al lago una culla vuota e si ode il pianto del bambino” fonte Wikipedia.

Quella della culla è solo una vecchia storia, la bellezza di questo posto invece è indiscussa. Il Lago Moro si trova a 381 metri d’altezza sul livello del mare e le origini del suo nome sono piuttosto discordanti: c’è chi lo giustifica per il colore delle sue acque in alcuni punti molto scuri e chi invece prende spunto dal mondo celtico nel quale “moro” significava “lago basso”.

Parlando con giovani e adulti che abitano nelle vicinanze del lago e che lo frequentano da quando sono bambini, la leggenda sì la conoscono tutti ma è davvero marginale rispetto alla bellezza del posto che negli ultimi anni sembra godere di un aumento del turismo lasciato come eredità dalla recente installazione sul vicino Lago d’Iseo dell’opera di Christo, la famosa e tanto discussa “Passerella”, ve la ricordate? Tutto il mondo ne ha parlato e ne ha scritto sui giornali, di tutta risposta la zona ne sta giovando con una crescita del turismo che arriva anche da fuori i confini italiani.

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La parte del Lago Moro (qui il sito ufficiale) accessibile dal paese Capo di Lago, abitato da poche decine di abitanti, è quella che offre prati e spazi per distendersi e passare la giornata, quella opposta invece è meno accessibile perché disseminata di proprietà private, ma vi è comunque la possibilità di seguire dei sentieri recentemente istituiti per girare tutto il perimetro del lago tra sponde, arbusti (come castagni e betulle) e salite da percorrere: armatevi di abbigliamento comodo, scarpe adeguate e magari una bottiglietta d’acqua se come noi affronterete il percorso sotto il sole cocente di agosto.

Il Lago Moro in tutta la sua lunghezza conta circa 800 metri ed è largo 300, e non è raro vederlo attraversare da abili nuotatori e abitanti della zona. Sono vietati mezzi a motore, il che significa che al massimo potete affittare un pedalò o regalarvi una romantica gita su una barchetta a remi. L’acqua è la cosa che più si avvicina a quella potabile, davvero pulita e controllata periodicamente, il lago è alimentato da un ruscello e da alcune sorgenti nascoste in profondità.

Come sempre – ma con un occhio di riguardo in più in luoghi naturali come questi – si raccomanda sì la promozione del turismo ma un atteggiamento responsabile per salvaguardare l’ambiente: comportiamoci civilmente, è per il bene di tutti.

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