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Io amo il cinema (e Netflix): storia di un letto di soldi a Milano

di Stefania, per gli amici Ahnia

Siamo sempre lì: sospesi tra il sottile confine che divide il bene dal male. Amo il cinema, ancora di più quando sa far immedesimare.📽

Non la tv, il cinema. Io amo il cinema.

Ci sono facce indimenticabili, nate per certi ruoli: quel modo di aggiustare gli occhiali sul naso, oppure quel modo di camminare, li riconoscerei in mezzo a mille.

Ci sono trame che hanno quella cosa lì, che anche se lontane dalla nostra vita quotidiana non perdono mai quella sensazione di possibile, non saprei definirla meglio: quel contatto che mi fa pensare che in fondo in fondo quello che vedo potrebbe succedere davvero.

Ci sono poi storie che mi fanno sognare: mi tengono incollata allo schermo con la speranza fino all’ultimo minuto del lieto fine, che quasi mai è scontato. Resto davanti allo schermo, con la continua illusione che tutto sia “possibile“.

E poi ci sono storie che giocano con quel sottile confine del giusto/sbagliato, del buono/cattivo fino a farmi passare al lato oscuro: perché non c’è luce senza ombre, vedi l’insuperabile Breaking Bad o la recente Casa de Papel, sappiamo tutti che rubare è sbagliato, no? Eppure. Eppure sono qui a giocare sopra un letto di soldi come Denver. Com’è che diceva Oscar Wilde? “Date a un uomo una maschera, e vi dirà la verità”.

P.s. no, non è un fotomontaggio

Quello che vedete è un’installazione realizzata da Netflix in occasione del Fuori Salone a Milano, scena tratta dalla celebre serie “La Casa di Carta”, a proposito: Netflix, ti ho mai detto che ti amo?

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