fbpx

Buone maniere su Instagram: non è poi così diverso dalla vita reale

di Stefania, per gli amici Ahnia

Questo approfondimento nasce da un’esperienza avuta in prima persona nei giorni scorsi che mi ha fatto riflettere e su cui ho pensato di scrivere per ricordare in primis a me stessa l’esistenza delle buone maniere, su Instagram come nella vita reale. Mi dispiace dover fare questa puntualizzazione perché sui social bisognerebbe comportarsi come se fosse vita reale, e invece. La storia di oggi è caratterizzata da aspetti molto importanti: il primo parla della gentilezza, il secondo della consapevolezza di quando si fa qualcosa, qualsiasi cosa, capirete più avanti cosa intendo. In entrambi i casi parliamo sempre di buone maniere.

Buone maniere su Instagram, qualcuno se le dimentica per strada.

Partiamo dal principio: una persona con cui non avevo mai interagito prima e che non conoscevo assolutamente – nemmeno di nome – mi regala il suo follow, incuriosita e con qualche minuto a disposizione vado a vedere il suo profilo. “Non male” penso, ricambio senza pensarci troppo il follow. Vedo delle Stories caricate sul suo profilo e decido di guardarle, trovo il box “fammi una domanda” attivo, così penso di sfruttare il momento per instaurare una conversazione, conoscerci, così, senza chissà quali pretese. Mando il mio messaggio “Ciao! Ti ringrazio per il follow, ricambio volentieri! Poi non sparire eh? 😂🤓”  faccine incluse. Quello che segue è il resto della conversazione e quello che ho ricevuto in risposta, niente di più, niente di meno (i messaggi in grigio sulla destra ovviamente sono i miei):

screenshot conversazione instagram - luglio 2018

Premettendo che chiunque può sbagliare o fraintendere sopratutto se non ci si conosce, c’è una cosa che non dovrebbe mai mancare: l’educazione. L’educazione di rispondere a un saluto, di ringraziare.

Se mi arriva un follow su Instagram tre sono le opzioni:
1 mi segui perché ti piace il mio profilo,
2 mi segui non necessariamente perché ti piace il mio profilo, per caritá mica è obbligatorio! magari mi segui solo per ricambiare, oppure per cortesia/amicizia nel “mondo reale”.
3 non sai nemmeno di seguire me come individuo nello specifico perché l’azione è partita da un bot.

Ed è qui che entra in gioco la consapevolezza di quando si fa qualcosa. Ora, dirò brevemente che io non sono contro i bot, perché? Perché non posso essere contro un’azione automatizzata che semplicemente sfrutta una regola del gioco, una regola di Instagram che permette di seguire un profilo e poi non seguirlo più anche solo qualche minuto dopo (meccanismo conosciuto come follow/unfollow di cui troverete molto discutere in giro). Voi credete davvero che non ci sia il modo tecnico per chi sviluppa l’app di Instagram di eliminare questa opzione?! Provate a bloccare/sbloccare una persona su Facebook, o semplicemente a eliminare una persona dai vostri amici, dopo quanto tempo vi è permesso ri-bloccarlo? Ragazzi non scherziamo, e datevi tutti una svegliata: tutte le nostre azioni online, in questo caso quelle su un determinato social, vengono analizzate e sono fonte di studi e analisi continue per gli aggiornamenti futuri. Se questo meccanismo su Instagram è ancora attivo e se esistono così tanti bot, significa che da qualche parte si vuole che sia così. Punto.
La differenza sta in come si fanno le cose, la consapevolezza con cui segui una persona, i contenuti che dall’altra parte vuoi offrire nella tua galleria, l’interazione umana con le altre persone che siano tuoi follower o meno. La differenza la fa il motivo per cui sei su Instagram.

Se non sai chi diamine stai seguendo, mi va bene, lo giuro. Però se tu vieni “a casa mia” decidendo di seguirmi nonostante i tuoi migliaia di followers, se aggiungiamo che non ti conosco ma che decido di prendermi la briga di visitare il tuo profilo, di ricambiare il follow e di instaurare pure una conversazione, mi aspetto solo la stessa educazione che ho mostrato nei tuoi confronti. La stessa che avrei nella “vita reale”, e che si chiama buona educazione.

Le buone maniere, anche su Instagram, passano attraverso poche parole

“Ciao”, “grazie”, “prego”, “arrivederci”.

Perciò siate gentili, la gentilezza non è un dono, è una dote e come tale va coltivata, alimentata. E nessuno vi vieta – dopo essere stati gentili – di mandare a quel paese una persona, è una vostra scelta. È sempre una vostra scelta. Prendete un bel vasetto, mettete sul fondo della terra e provate a coltivare un po’ di gentilezza, tutti i giorni. Vi farà bene, assicurato.

P.S. Se vi interessa approfondire con altri contenuti dedicati al mondo di Instagram, trovate tutto nella sezione Instafocus.

Potrebbe interessarti anche:

lascia un commento

9 + 20 =

* Usando questo form sei d'accordo nella conservazione dei tuoi dati per questo sito

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Questo sito usa i cookies per migliorare l'esperienza di utilizzo, se continui a navigare assumiamo che tu ne sia felice. Accetta Leggi di più