FOOTLOOSE IL MUSICAL, AL TEATRO NAZIONALE DI MILANO

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Per quanto riguarda il Teatro, qui sul blog ci eravamo lasciati a l’anteprima di Dirty Dancing. Nel frattempo ne sono passati di spettacoli… Arriviamo infatti fino a ieri sera quando sono andata a vedere Footloose, musical che ripete le indimenticabili scene del film del 1984, quello dove un giovanissimo Kevin Bacon viene consacrato come idolo delle teen agers, etichetta che riuscirà a scollarsi di dosso molto tempo dopo e con tante altre bellissime interpretazioni.

locandina film footloose

La trama del film, un cult anni ’80

Ren McCormack, un ragazzo della grande Chicago, si trasferisce con la madre a Beaumont, un piccolo paese di provincia che ha bandito la musica rock, il ballo e tutto ciò che può corrompere la moralità dei suoi abitanti, dopo che pochi anni prima alcuni ragazzi (tra cui il figlio del reverendo del paese, Shaw Moore) sono morti mentre tornavano da una festa fuori città.

Ren ci mette poco a farsi dei nemici che lo etichettano come un ragazzo senza morale che non rispetta le regole del paesino dalla mentalità chiusa e ristretta.

Quasi inevitabilmente Ariel, la figlia ribelle del reverendo, si innamora di lui e lo fiancheggerà nella battaglia contro il consiglio comunale per far abolire la legge che vieta il ballo.
Dopo uno spiacevole episodio che vede alcuni cittadini bruciare i libri della biblioteca in piazza perché considerati illegali, il reverendo capisce che vietare musica rock e ballo non porta da nessuna parte, mentre la libertà di crescere, e perché no di ballare, si rivelerà la scelta migliore per tutti.

Il musical al Teatro Nazionale

Il rischio con questo tipo di trasposizioni è sempre lo stesso: non reggere il confronto col film, un paragone che si rende anche in questo caso inevitabile. Ecco perché questa volta ho deciso di non essere troppo “cattiva” ma di sfruttare l’occasione per ricordare le scene di un film che molti di noi conoscono a memoria, dal puro sapore dei mitici anni ’80. Ci sono delle scene “cult” in questo film: vi ricordate Ren che tutto arrabbiato si sfoga ballando nel magazzino, con jeans e canotta bianca? Scena mitica che lo stesso Kevin Bacon ha riproposto 30 anni dopo in un ospitata epica al Jimmy Falloon Show nel 2014:


Ecco, la scelta di tagliare dal musical questa scena non la condivido. Chiamatelo gusto personale ma ci sono delle cose che non si toccano. Kevin Bacon che balla, per esempio 🙂 Il mondo è pieno di storie, libri e racconti, e se si sceglie di portare sul palco un titolo – così forte – del genere non si può non fare i conti con l’originale. Anche perché… Se la cartolina promozionale del musical mi evoca proprio quella scena del film…

cartolina footloose musical milano

Sempre per rimanere in tema di scene “intoccabili” la festa da ballo finale rientra ovviamente tra quelle: non era una festa di cowboy e cowgirl ma quella di un generazione di ragazzi che a Beaumont per la prima volta dopo tanto tempo provano l’emozione di vestirsi in modo elegante per una festa danzante, di sentirsi cavalieri impacciati nel passare a prendere la propria ragazza per portarla al ballo, e qui per la prima volta nel film gli attori abbandonano jeans attillati e stivali e si agghindano per la festa, con relativa emozione dei genitori… Perché la danza – e la musica strepitosa di quegli anni – rappresentava anche quello.

La musica come l’abbigliamento degli anni ’80 sono le altre due chiavi: colonna sonora memorabile e che è in grado di trascinare e “salvare” tutto, nel 1985 “Footloose” ha vinto il Premio Oscar come miglior canzone originale (scritta da Kenny Loggins e Dean Pitchford), ma come non menzionare per esempio “Holding out for a hero” di Bonnie Tyler, ieri sera ho sentito delle belle voci intepretarle, sopratutto femminili, brave ragazze!

Parlando invece dell’abbigliamento degli anni ’80… Ma ne vogliamo davvero parlare? Sul palco avrei preferito vedere capi più “vintage”, magari originali di quegli anni oppure abiti creati ad hoc (che immagino avrebbero fatto lievitare il budget della produzione in modo spropositato). Ok gli stivali “rossi e ribelli” di Ariel, ma alcuni capi davano troppo l’idea di essere presi da una catena a caso della grande distribuzione da cui siamo invasi negli ultimi anni (H&M per dirne una). Una ricerca più approfondita, un’attenzione maggiore su questo aspetto personalmente l’avrei apprezzata parecchio, chiamatemi sognatrice ma certi capi anni ’80 mi fanno ancora girare la testa!

Chiudiamo con un aspetto che mi ha fatto storcere un pochino il naso: Ren rappresenta il ragazzo arrivato dalla grande città che si trova a fare i conti con un buco di paese, spaccone e spiritoso sì ma non in modo così marcato come ho visto ieri sera. Ren era incazzato col mondo per via della situazione del padre che aveva abbandonato lui e la madre, esageratamente figo (e questo grazie a Kevin Bacon), e deciso a far cambiare idea ai bigotti di Beaumont con tutto l’impeto e la passione che si ha a quell’età, proprio per questo sa che davanti al consiglio comunale si sta per giocare tutto, e non lo fa in jeans e maglietta colorata… Lo fa in giacca e cravatta con la bibbia in mano a citare tutti i versetti che parlano della danza, un’altra scena mitica con cui vi lascio a “riflettere”:


P.S. Sono rimasta piacevolmente sorpresa da come questa volta la “spalla” di Ren – Willard, interpretato da Giulio Benvenuti – abbia piacevolmente tenuto e “rubato” la scena. Bravo!

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