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CORRERE? Yes we can – PARTE #1

di Stefania, per gli amici Ahnia

Diario di una piccola (ma alta) Runner – puntata #1

Chi vi scrive è Stefania, una ragazza che fino a qualche mese fa con assoluta certezza manco avesse scoperto la sezione aurea, affermava: “Corsa?! io odio correre, non ce la faccio mi stanco subito, per carità. TUTTO ma non la corsa.”
Da quando ho cinque anni ho sempre fatto sport: danza classica, moderna, contemporanea, hip hop, nuoto, pattinaggio sul ghiaccio… Non sono proprio una rammollita infondo… Ma la corsa no.

Poi è successo che in un tardo e caldo pomeriggio di inizio settembre, quando la gran parte delle attività sportive in città faticano ancora a ripartire dopo la pausa estiva, mi sono infilata un pantaloncino, una canotta e sono andata a fare un giro dietro casa, senza pretese, senza cronometro, senza nulla, solo con la mia testa dura fermamente convinta che in vita mia mai avrei corso.

E il mio corpo non è che la pensasse tanto diversamente: i primi giorni che uscivo a “passeggiare” – perché di passeggiate si trattava – sembrava stessi provando a scalare il K2.
Quella della passeggiata l’ho usata come scusa per scoprire che dietro casa mia, fuori Milano, c’è una piccola pista ciclabile che costeggia campi di pannocchie e grossi alberi, tutto sommato un bel posto! Gli elementi si stavano mettendo d’accordo per farmi cambiare idea.

Ero messa più o meno così: correre per 5 minuti consecutivi mi sembrava un ostacolo insormontabile!

“Che disastro Bridget Jones” ho subito pensato. Era divertente e rassicurante alimentare questa tesi che da anni continuavo a sostenere, ovvero che io non avrei mai potuto correre, figuriamoci, io adoro avere sempre ragione ed è così: ho sempre ragione, è stato decisamente fantastico scoprire invece che mi sbagliavo alla grande.

Così al primo giorno di passeggiata è seguito il secondo, poi il terzo e anche un quarto. Il mio obbiettivo era perdere qualche chiletto, stare in forma, fare un giro all’aria aperta: si ha sempre qualche chilo nelle tasche da perdere che non va giù né con la dieta, né con lo sport, né con le bombe a mano. Un modo per fare pace con la bilancia (almeno in parte, alzi la mano chi non ci ha mai litigato in vita sua, la mia è una stronza intrattabile) a quanto pare esiste, ed è proprio la corsa.

Ho cominciato con 5 minuti di camminata sostenuta (va bene che è una passeggiata ma non stiamo raccogliendo le margherite, suvvia) alternati ai primi cinque interminabili, sfiancanti e maledettissimi minuti di corsa.

Queste le sensazioni: “O mio dio che dolore, che sete, mi fa male qui… Cosa c’è qui?! Ho un dolore nel petto, e se mi succede qualcosa?!”, non succede niente, non state morendo e non siete nel deserto, sono solo messaggi che il vostro cervello vi invia ripetutamente perché state facendo una cosa nuova a cui il vostro corpo non è abituato: la corsa mette in movimento tutto il corpo, i muscoli, il sistema respiratorio, il sistema circolatorio, tutto. Stop.
Una volta superate queste seghe mentali ho cominciato ad aggiungere ai miei ridicoli 5 minuti iniziali qualche minutino senza strafare, ascoltando il mio corpo e sopratutto la mia respirazione: il respiro è una di quelle cose che se avrete costanza troverà il suo ritmo, seguirà i vostri passi, per la precisione solitamente sono due respiri di inspirazione e due di espirazione ma non forzate più di tanto, arriverà.

5 minuti dopo una settimana sono diventati 10, che sono diventati 15, che sono diventati 20 e così via…

Non vi dico quando sono arrivata alla mia prima mezz’ora filata di corsa… Per Giove! Ma sono io quella scheggia?! Sì, ero io.

Ho conquistato da poco la mia prima ora di corsa consecutiva ed ora mi sto focalizzando sui chilometri percorsi più che sul tempo per evitare di andare troppo piano ma di questo parleremo in seguito, uno dei miei obiettivi iniziali oltre quello della forma fisica era aumentare la mia insulsa resistenza.

Ho sudato, smadonnato, riso senza motivo, cantato con le cuffie nelle orecchie credendo di non essere vista e l’ho fatto da sola senza rompiballe al seguito (sì io corro da sola ma lo potete fare anche in compagnia, dipende tutto da voi!)

Attualmente lo faccio più volte a settimana, non ho la pretesa di conquistare nessun primato, non ho intenzione di fare gare o maratone, lo faccio semplicemente perché mi fa stare bene, il fisico e la mente ne giovano e mai avrei pensato di affermare quanto sto per scrivere: se non vado a correre (ora posso dirlo, non sono più passeggiate), mi sento in colpa, mi sento i minuti nelle scarpe.

Ogni tanto bisogna ricordarsi di fare una cosa perché ci fa stare realmente bene,

perché ci dà un gusto che non è quello del cioccolato, della pizza o delle patatine fritte, è il gusto del vero benessere.
Dunque tirando le somme i miei primi consigli sulla corsa per chi vuole iniziare questa avventura sono:

Ragazzi uscite di casa, varcate quella soglia, sorridete, siate testardi, andate a farvi un giro, trovate il vostro percorso, il vostro “posto nel mondo” anche se è solamente dietro casa! Non c’è niente che non possiate fare se ve lo mettete in testa.

Inizialmente vi consiglio di percorrere sempre lo stesso percorso per avere riferimenti e acquistare familiarità, andate in perlustrazione usando la scusa della passeggiata se necessario, ve la presto volentieri.

Se partite dallo zero totale come me cominciate pure coi 5 minuti di camminata alternati ai 5 minuti di corsa, se vi sentite in grado provate a ripetere questa alternanza due volte (per un totale quindi di 20 minuti). Cercate di ritagliarvi questo spazio due/tre volte a settimana e gradualmente senza forzare aumentate assecondando la risposta del vostro fisico e poi vedete che succede!

Il mio posto nel mondo perfetto per correre!

Chi se ne frega se tutte sudate e pezzate da fare schifo incrocerete in ordine sparso: il vostro vicino, quel tipo carino col cane al guinzaglio, la pettegola del paese o i ragazzini in motorino che pensate vi prenderanno in giro: anche se per soli cinque miserabili minuti state correndo, lo state facendo! Ci avreste mai creduto?!

State facendo una cosa che fa bene, che fa sudare come animali e che forse proprio per questo fa bene, al diavolo tutto il resto!

Quando nella mia vita ho incrociato per caso dei runner il mio pensiero non è mai stato “Che cesso, è spettinato” o “Bleah, è tutto sudato” ma piuttosto “Come cavolo fa?! Che faticaccia!”, quindi cambiate il vostro punto di vista se necessario, il vostro sguardo convinto parlerà per voi: “Io corro, baby!”

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