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Collaborazioni e credibilità: quanto c’è di vero nelle storie che racconti?

di Stefania, per gli amici Ahnia
foto accendino che fa luce

Recentemente ho rifiutato una collaborazione con un brand che con me – nonostante le intenzioni nobili, per carità – non c’entrava proprio niente. Perché l’ho fatto? Perché credo che ci siano valori che non hanno prezzo. Uno di questi è la credibilità.

Non ho mai fumato in vita mia, e per quanto sarebbe potuto essere interessante dal punto di vista creativo cimentarmi in nuovi scatti (perché è questa la parte più divertente per me: scattare foto, e per natura so che avrei comunque portato a termine il lavoro nel migliore dei modi) il mio lavoro non avrebbe raccontato una storia del tutto vera.

La nostra vita è piena di storie vere, perché non usare quelle?

Proprio per questo, quando invece un brand che uso da più di 10 anni per una problematica specifica della mia pelle – allergia da contatto al nickel – mi ha chiesto di collaborare, avevo risposto sì prima ancora che me lo chiedessero. Certo, in questo caso è stato facile e non si è sempre così fortunati ma se nel vostro lavoro c’è da metterci la faccia non penso sia possibile fare a meno di un valore come la credibilità.

La professionalità credo – o almeno voglio credere – debba passare anche da questo, dal raccontare storie se non vere almeno coerenti con chi siamo o con chi vorremmo essere. Senza parlare del rispetto per chi dall’altra parte legge, ascolta. Cosa dovrebbe pensare di te?

 

[Repost @most.tc] Se avete visto le mie Stories sapete che combatto da anni contro l’allergia da contatto al Nickel e un’arma efficace da avere nel mio beauty è sempre stata la crema lenitiva della Most. Saranno più di 10 anni che la uso, prima di Instagram, prima delle Stories, prima e a prescindere dai social. Per me collaborare con questo brand e scoprire gli altri prodotti oltre ai miei preferiti significa metterci letteralmente la faccia e anche un pezzetto di cuore ❤ …E voi come combattete i vostri problemi di pelle? Quali sono le vostre armi segrete? . . . #most #unionderma #dermaclub #argilline #fondotinta #pellisensibili #loveyourskin #crueltyfree #actbeautiful #bodycare #takecare #beautyroutine #healthybeauty #beautyessentials #personalcare #personalcareproducts #makeupjunkie #makeupmess #makeupaddict #makeupblogger #instabeauty #makeuplover #fotografiasocialFB

Un post condiviso da Stefania, con H o senza ✩ (@stef.ahnia) in data:

Licenze poetiche? Sì ma usarle non può diventare una regola

Quando ero più piccolina ricordo di aver avuto appeso in cameretta un poster con una foto in bianco e nero di Leonardo DiCaprio mentre fumava una sigaretta, bellissimo. Ho sempre riconosciuto il fascino di Leo (buongustaia!) ma ho sempre odiato il fumo, in quel poster però c’era decisamente una combinazione perfetta che ha fatto sì che io apprezzassi la foto in sé, e basta. Bisogna saper riconoscere quando è il momento giusto per sbandierare le proprie convinzioni e quando no. Strappare in mille pezzi una foto così bella solo perché conteneva una cosa che mi ha sempre fatto abbastanza schifo in quel momento non sarebbe servito a nulla, e averla sotto gli occhi tutti i giorni non mi ha fatto diventare una fumatrice, capite cosa intendo? La vedi la differenza?

La storia è piena di scatti con sigarette (spesso in bianco e nero), e chissà magari un giorno la userò anche io come oggetto di scena (quella vera però, non quella elettronica che tutto ha tranne che fascino, dai!) per provare a creare un determinato mood, non diventando per questo però una fumatrice. Fino ad oggi però non l’ho fatto.

Il succo è sempre il messaggio finale: realizzare una bella foto VS quello che si vuole comunicare. A parer mio niente si esclude a priori, ma solo dopo un’attenta analisi finale. Quando si tratta di collaborazioni non si possono dimenticare improvvisamente i propri valori e la credibilità solo per denaro.

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5 commenti

raffaella romagnoli 29/05/2018 - 22:51

Sono d’accordo con te, coerenza, credibilità, etica professionale sono dei valori fondamentali che non si possono vendere e scambiare e, aggiungo, troppo spesso sottovalutati, purtroppo.

Reply
AHNIA 30/05/2018 - 0:31

Grazie Raffaella, hai ragione troppo spesso si vede venir meno a questi valori… Speriamo di riuscire a fare la differenza 🙂

Reply
Alessia Pellegrini 30/05/2018 - 10:52

Sono d’accordissimo con te. Certo, inizialmente fare una “selezione” in base ai propri valori può essere un po’ difficile, ma a tutto c’è un limite e non bisogna scendere mai troppo a compromessi. Altrimenti, secondo me, se ne viene meno anche la professionalità, come diretta conseguenza.
E l’esempio del poster è altrettanto azzeccato: inutile fare i “bacchettoni” dove proprio non è il contesto giusto! Concordo con te 🙂

Reply
Cristiana 30/05/2018 - 11:02

Con “orgoglio” posso dire di aver rifiutato una campagna sui videogiochi…. Avrei scritto solo sciocchezze. Arriverà il momento di una collaborazione cucita a misura su di me prima o poi!

Reply
AHNIA 15/06/2018 - 20:11

Certo Cristina, arriverà e sarà cucita apposta per te! Brava 🙂

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